IL pesce nelle cucine dell’impero romano
Una vera e propria arte culinaria nella preparazione del pesce è quella del Mediterraneo. Egizi e Romani furono considerati dalle cronache del tempo degli esperti pescatori, essi praticavano la pesca in vari modi: con l’arpione, con la rete, con l’amo e con i parangali.
Il pesce a sua volta veniva cucinato con più tecniche; si spaziava dal grigliato, allo stufato, al rosolato e nei testi antichi era citato l’uso di avvolgere il pesce anche nelle foglie di fico per poi passarli alla brace. Una vera e propria arte
Ed è così che il mare entrò di prepotenza nelle tavole di Roma con l’ultima battaglia navale della flotta romana, dopo il periodo monarchico dei sette Re, durato 244 anni.
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Fonte: Biologia Marina di Pierfederici Giovanni
Fonte: Il Girdino delle Naidi
Fonte: Romano Impero
Fonte:History cooking l’avvento innovativo della cucina nell’antica Roma
la cucina in epoca romana
Grazie alle varie influenze etrusche e greche la cucina in epoca romana conobbe infatti nuovi prodotti dell’agricoltura e affinò le tecniche di conservazione e di allevamento del pesce.
i piscinari dell’impero romano
Il pesce in epoca romana veniva allevato o catturato da terra, non da bordo di una barca.
Si pescava quasi sempre da postazioni fisse con la canna o con la rete di circuizione, la cosidetta pesca alla sciabica, mentre in mezzo al mare l’ars marinara si consumava nel navigare e non nel calare le reti.
Con il tempo iniziarono anche a misurare le distanze dalla battigia, si valutarono scogli, terreni, spiagge e fondali per capire che pesce d’alto mare allevare.
Varrone e Columella descrivevano i vari impianti dei “piscinari”, così come erano chiamati i proprietari di allevamenti ittici.
Il periodo coincideva anche con una sorte di regolamentazione della pesca nel Mediterraneo dove il pescatore si trovava così soggetto a diritti e doveri. Si rimborsavano reti danneggiate o si impartivano condanne ai pescatori. Ma questo non valeva per il popolo romano perché la Licentia piscandi consentiva a tutti i cittadini romani la libertà di pescare nel corso di fiumi e mari.
Iniziò così la liberalizzazione della pesca in mare e nacquero le prime forme di allevamento ittico per favorire il consumo di pesce.
L’ idea della piscicoltura è da attribuirsi al generale e console Licino Lucullo che faceva affluire nelle sue piscine l’acqua di mare e usava popolare i bacini costieri con semi di pesci marini. Lucullo dà l’idea di uno stile di vita comune alla classe dominante dell’Impero e del suo rapporto con il mare, mentre per le classi meno agiate il pesce rappresentava un lusso quasi mai accessibile.
Lo sapevi che ..il pesce in epoca romana che serviva a nascondere il sale di contrabbando diede origine alle salse di pesce, preparate nei modi più fantasiosi con aromi diversi che spesso coprivano il gusto dei cibi mal conservati.
Restate sintonizzati per le prossime curiosità storiche del mondo ittico
Fonte: Gurioli Enrico e Pradelli Molinari Alessandro, Il mare in cucina 99 imperdibili ricette da salvare in Mediterraneo, 2010.